Poesia. Scucita voce, Lina Luraschi

 

Lina Luraschi

SCUCITA VOCE

ISBN 978-88-6867-100-6, pp. 78,

prezzo di copertina 10,00.

Collana di poesia ISHTAR

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Nel fitto, variegato, sempre vivido e inatteso tessuto metaforico di queste poesie – quasi un’unica lunga poesia, sia pure suddivisa in due momenti e luoghi interiori diversi eppure non troppo dissimili, dove la vita è sangue e dolore, profezia di morte e rinascita inusitata – Lina Luraschi ritrova ancora una volta la sua complessa, scorrevolissima e soccorrevole cifra poetica. Ma si tratta di un ritrovamento che, qui, supera i confini in precedenza raggiunti, non solo grazie a un prezioso e fecondo affinamento linguistico-espressivo, ma anche e soprattutto al coraggio di attingere a una materia emotiva e psichica assai profonda che rende più che mai arduo tanto il raggiungerla (riconoscendola) quanto il portarla alla superficie della coscienza. È opportuno mettere in forte evidenza la particolare fluidità sia del materiale emotivo e psichico sia del logos intorno a cui si sviluppa e si snoda il filo poetico della nostra Autrice, la quale (a un primo rapido sguardo) sembrerebbe non darsi altra meta che quella di condurre alla luce tutto ciò che in lei è velato, adombrato, oscuro, nascosto, relegato nei più segreti angoli dell’anima. Ma il suo cercare, e trovare, non ha nulla di labirintico: il suo non è un filo di Arianna. E per quanto nel suo animus possano esserci tanto un Teseo quanto un Minotauro da annientare, credo che in Lina Luraschi la battaglia contro l’ombra consista essenzialmente non tanto nella ricerca di una luce quanto, piuttosto, di una penombra che, con certezza, le permetta di ri-conoscere, senza ferirla o modificarla, quella materia psichica che dal profondo di sé è riuscita ad emergere alla coscienza. Lina non chiede e non vuole né delle luci abbaglianti che possano offendere lo sguardo né una luce solare che, attraversando i prismi dello spirito e del cuore, sappia volta a volta ricondurre alla vita l’intero spettro dei suoi colori, riconquistati uno ad uno alla loro variegata infinità. Quella che le serve e le basta è invece una luce crepuscolare, a volte notturna.

Antonino Caponnetto 

 


Lina Luraschiè nata a Lurate Caccivio (CO). Impegnata nel sociale è fra le fondatrici dell’Associazione di volontariato NOISEMPREDONNE Onlus, che si occupa del sostegno umano e psicologico ai malati di cancro e dei loro famigliari all’interno dei reparti oncologici degli ospedali comaschi, ricoprendo il ruolo di vice presidente dal 1997 al 2004.

Dal 1999 al 2005 è stata assessore alla cultura, pubblica istruzione e servizi sociali nel paese in cui vive. Ha all’attivo la pubblicazione di tre raccolte di poesie: Le rughe delle bambole (1983), Il vizio di vivere ( 1989 ) e Il violino nella palude (1998). Sue liriche sono apparse in importanti antologie poetiche. 


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