Poesia. Cometa - Uno sguardo sul mondo, Carlo Sturani

 

Carlo Sturani

COMETA - Uno sguardo sul mondo

ISBN 978-88-6867-095-5, pp. 142,

prezzo di copertina 10,00.

Collana di poesia ISHTAR

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Se la scrittura è “palinsestica”[1] la lettura non lo è da meno.

Leggere un poeta, una poesia, leggere qualunque cosa, non è mai un atto puro: nel tragitto tra l’occhio e la pagina si inseriscono la memoria e la storia di chi legge.

Questa lettura attraverso la memoria concorre alla trama, fa sì che l’oggetto non sia sempre uguale, non sia lo stesso per ogni lettore ma contenga l’esperienza del lettore stesso, è un processo dialettico che trasforma persino ciò che l’autore ha scritto.

Si indovinano in questa raccolta, Cometa, non solo tutti i frammenti di storia e memoria custoditi e restituiti dallo scrittore in forma di poesia, ma anche i fili che riportano il lettore a una propria letteratura, trama, conoscenza: Trovaste per caso/nuovi fratelli/solcando le terre/ed i mari/gemelli.../e trovaste/per caso i gioielli/nel vaso/d’un mercante/di spezie. Desiderio di approdo a una terra pietosa, ma anche metafora della lettura e dei suoi doni inaspettati e già posseduti.

Leggere queste poesie, dunque, non è stato un atto neutro: l’ho fatto con tutta me stessa, con tutti i versi conosciuti e imparati, amati e dimenticati. Tutti ritornano, e il mio personale “palinsesto” si srotola per nuove incisioni e cancellature.

“Cometa”, nome collettivo di elementi, di frammenti siderali, di cui l’occhio percepisce soltanto l’unità, affermata dalla lotta tra la luce e il buio; è anche l’unità che Carlo Sturani ha messo insieme raccogliendo i detriti della cronaca, quelli che si vorrebbe lasciar depositare nel fondo della coscienza; e a quelli ha aggiunto poesia.

Così, mentre noi lasciamo che ogni notizia scivoli da noi, il poeta la illumina (Le parole più semplici e comuni/quelle più spicciole e familiari,/si trasformano in lingua d’altro mondo/basta solo che/sfiorandole di sole/le illumini lo sguardo del poeta. José Saramago), fa sì che si possa guardare senza sgomento a quel vuoto, all’insensatezza del dolore che spesso gli uomini si procurano reciprocamente.

Ma è una lettura non dolorosa sul mondo, uno sguardo senza anatemi, perché anche nel dolore c’è una grazia.



[1]  “Io credo che noi non scriviamo sul nulla, sul vuoto, scriviamo sulla memoria letteraria. Credo che la vera letteratura sia la scrittura palinsestica, quella che scriviamo su altre scritture.” Vincenzo Consolo (intervista).

 

 


Carlo Sturani ha pubblicato una serie di raccolte di poesie con lo pseudonimo di Flacomori.

Fra queste le raccolte dell’esordio, risalente al 2005, All’interno di Gaia, Caldera, Autunno in Lombardia, colgono i primi segnali di crisi del nostro modello culturale e anticipano l’emersione della grande crisi dei migranti e degli uomini infranti, esplorata nelle successive opere In Avvento,  1. No storitelling, Ave Maria Lola, La Cicala perse il Sole.

Con Gilgamesh Edizioni ha pubblicato Nuvole con lunghe dita (2011-2013), filo di Arianna di uscita, in Guerrra (2013) e suonoSettenari (2014).

 


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