Narrativa. Semplicemente noi, AA. VV.

 

AA. VV. 

SEMPLICEMENTE NOI

ISBN 978-88-6867-300-0, pp. 96,

prezzo di copertina € 5,00

Collana di narrativa ANUNNAKI

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Ventitré storie.

Gli autori sono i ragazzi che nell’anno scolastico 2016/2017 hanno frequentato la classe II della secondaria di primo grado degli Istituti Redentore di Mantova; undici e dodici anni.

Beatrice Barbiani Valdameri, Viola Benetti, Filippo Raul Bissoli Pasetto, Giulia Bonfante, Beatrice Bonomi, Francesco Cavicchini, Sara Di Giulio, Marco Froldi, Riccardo Gemelli, Gregory Germiniasi, Irene Lucchetti, Marta Adele Marini, Marco Meneghello, Margherita Menoni, Matilde Pajola, Elisabetta Tellini, Elisa Terrieri, Giulia Vallani, Saida Volpi, Vittoria Ye (altri due alunni hanno preferito mantenere riservati i loro nomi, mentre uno ha chiesto che il suo racconto non venisse pubblicato).

Hanno parlato, ascoltato, scritto, condiviso, riscritto, ricondiviso.

Hanno creduto, molto, in quello che stavano facendo.

Lo stimolo è arrivato loro da un Laboratorio di scrittura creativa ed introspettiva, in cui si sono lasciati guidare per i sentieri della narrazione.

Perché un laboratorio di storie?

La scrittura è democratica, è di tutti. Il nostro principale intento è quello di creare i presupposti perché i ragazzi possano acquisire la scrittura come strumento utile nel corso della vita. Abilità essenziale da utilizzare per piacere o per necessità.

Ci piace l’idea di renderli protagonisti, dare loro la parola perché possano esprimersi attraverso ciò che scrivono, ponendosi domande e sviluppando così senso critico: chi scrive si pone domande e ha il coraggio di raccontare la sua risposta agli altri.

Si esce così dalla logica del voto, non ci sono storie giuste o sbagliate, invece c’è uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente.

Una storia uscita da sé favorisce il processo di identificazione e facilita il riconoscimento e l’espressione delle emozioni. Ogni cosa che scriviamo racconta un pezzo di noi, più o meno esplicitamente, più o meno consapevolmente; sicuramente in modo protetto: la verità della voce narrante non è la verità oggettiva, ma la propria. È libera. È apertamente interpretazione.

Abbiamo voluto utilizzare la storia nelle sue valenze educative in riferimento all’attività del raccontare, ascoltare, inventare. Si parla di ampliare il linguaggio dei sentimenti, stimolare il pensiero creativo, apprendere un linguaggio corretto e variegato aumentando la propria capacità di comunicare.

Non meno importante, riteniamo corretto il pensiero di Michele Cometa, teorico della letteratura, il quale sostiene che la narrativa è utile per imparare a relazionarsi con gli altri, storicamente infatti ha permesso all’uomo di sviluppare capacità empatiche.

Lo stesso Cometa teorizza che la letteratura sia strettamente legata alla natura, e il raccontare storie un innato bisogno, come mangiare e dormire. Narrare permette all’uomo di allontanare la noia, di conoscere quindi sopravvivere, di sedare l’ansia riempiendo vuoti, di entrare in empatia con gli altri esseri umani.

 

Duccio Demetrio individua così le utilità della scrittura: c’è chi scrive per esternare i sentimenti più profondi, per amare, per essere libero, per evadere, per lasciare una memoria di sé.

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