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In primo piano

 

NILHOTEL

 

 

di Marco Triana

 

Le ragioni dell’odio portano sempre dritte a una qualche forma di verità

 

Un viaggio in treno dalla Maremma a Firenze, l’odiata città natale dove il protagonista ritorna per assistere al funerale del cugino suicida, prende la forma di un monologo dai toni sferzanti, sarcastici e a tratti disperati, e diventa correlativo oggettivo di un’esistenza votata all’alienazione, a un rancoroso isolamento, alla rabbiosa ma lucida denuncia dei perversi ingranaggi della società e dell’assurdità della condizione umana. Il lettore viene trascinato quasi a forza in un desolante paesaggio interiore, popolato dai fantasmi di un passato che, per quanto lontano e ormai rinnegato, sembra destinato a non svanire mai e a tornare ad assillare ancora e ancora la mente di Bruno. In questa tundra stretta nella morsa della disperazione, in questa implacabile approssimazione alla follia e al nulla, l’amore fa una fugace, per quanto folgorante apparizione: ma di quell’aurora boreale non resta ormai che un pallido sole di mezzanotte.

 

Marco Triana è nato a Firenze nel 1979. Con uno pseudonimo ha pubblicato le raccolte di racconti La vuelta al perro e Gli esseri comunicanti. Nilhotel è il suo primo (non) romanzo.

 

Recensione a NILHOTEL di Mauro Germani ; recensione a NILHOTEL di Claudio Fraccari ;

 

ROSASTREGA

 

 

di Carla Menaldo

 

Rosa è una donna tormentata dalla vecchiaia, una donna dal passato ingombrante: una vita a rincorrere uomini, paesi, odori, tra libertà e capricci. E con Tara, sua nipote, ha un legame forte, perché le due hanno moltissimo in comune.

Tara è – come in Via col vento la terra, l’inizio e la fine, la testimone, la voce. È lei che fruga nel passato lontano di Rosa per cercare quel sentimento smisurato nascosto tra i libri di un’immensa libreria, custode di un segreto che sanguina ancora. Pare quasi che la storia d’amore irrisolta della zia, così straordinariamente uguale alla sua, molti anni dopo la perseguiti, quasi fosse una nemesi. 

L’amore familiare e le passioni del cuore: due generazioni di donne che si guardano nello specchio deforme del ricordo che non resta nel passato ma esige vita vera e non s’arrende a morire, i sentimenti s’impastano con la carne e i sensi e diventano ossessione.

Una storia di magia dove la strega Rosa ha raccolto dalle tradizioni popolari gli ingredienti per mescolare la vita con la morte.

 

 

Carla Menaldo nasce a Padova nel 1966. Giornalista e scrittrice, Capo Ufficio Stampa dell’Università di Padova, ha pubblicato la raccolta di racconti L’unica cosa davvero (Cleup, 2004), M.M. in Lei, cinque storie per Casanova (Marsilio 2008, teatro, regia di Luca De Fusco), Canna da zucchero (Marsilio, 2009) e Sangue di drago (Cleup, 2012).

Con Gilgamesh Edizioni ha pubblicato Il re del tango (2014).

 


 

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